al lavoro in bicicletta

Al lavoro in bicicletta.

Le bike sono elettriche oppure meccaniche. Dalla valle Onsernone a Cadenazzo ci sono 96 postazioni. L’entusiasmo di Nancy, Michele e Giorgia, fruitori del “Bike sharing”.

L’aperto sorriso di Nancy Fürst risponde senza bisogno di parole alla prima domanda: Allora, come funziona?

«Tecnicamente sempre meglio… e moralmente è impagabile – dice subito dopo –. Ti fa stare bene perché ti muovi in libertà, con efficienza e su mezzi affidabili». Avessero cercato uno sponsor, i promotori del “Bike sharing” del Locarnese non avrebbero potuto trovarne uno più convincente. Nancy, docente all’Accademia Teatro Dimitri di Verscio, residente a Tegna, madre di due figlie, ha adottato la mobilità lenta soprattutto per gli spostamenti di lavoro, grazie alla copertura capillare del suo territorio di riferimento, le Terre di Pedemonte. Ma ne riconosce il potenziale anche estendendolo al tempo libero: «L’Onsernone per esempio: grazie alle postazioni presenti nei paesi, intendo riscoprire la valle percorrendola in bici (preferibilmente in discesa, anche se ho l’elettrica). E poi, d’estate, con tutto il traffico che blocca le strade: vuoi mettere il percorso alternativo, in sicurezza, fino in città, magari per una serata al Festival del film?».

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