Carla Monachesi Schneider

Coordinatrice Sopr

Carla Monachesi Schneider

Mi chiamo Carla Monachesi Schneider e nei miei due lunghi cognomi sono rappresentate le mie vite ed alcune delle mie sfaccettature.

Sono nata a Roma il 5 marzo del 1959 e lì la mia vita si è svolta, senza il minimo sospetto che avrei potuto abbandonare la mia città, fino al 1983, anno in cui sono diventata migrante…per amore.

Ho sposato uno dei primi operatori di prossimità, e 25 anni dopo mi sono ritrovata a fare il suo stesso lavoro.

L’incontro tra due culture abbastanza diverse, mi ha insegnato a prendere il meglio da entrambe, fonderlo e cercare di creare qualcosa di nuovo. La mia formazione precedente ed il mio lavoro sono di tipo creativo (artistico e artigianale) ed improntate alla progettazione.

Dopo una breve, ma interessante esperienza lavorativa presso la Fondazione Il Gabbiano di Aranno, a 35 anni ho Finalmente deciso cosa avrei fatto da grande… ed ho intrapreso gli studi in campo sociale in Italia.

Ho conseguito il diploma di animatrice sociale e qualche anno dopo quello di educatrice professionale, sempre in Italia. In Svizzera ho frequentato la scuola di psichiatria sociale (e anni prima la scuola esercenti).

La professione mi permetteva di spaziare in vari ambiti e varie utenze, dai bambini agli anziani, passando per la psichiatria o il carcere… ma da subito il mio desiderio era lavorare con i giovani, i temibili adolescenti!

Ho quindi lavorato in Centri Giovani, in istituti, organizzato colonie estive, corsi, progetti per il Cantone fino ad arrivare a Stabio nel 2003 come responsabile del nuovo Centro Giovani del Comune.

Organizzando anche le colonie diurne estive, potevo conoscere i ragazzi sin da bambini, incontrarli nell’adolescenza presso il Centro e poi seguirli ancora nella loro crescita attraverso il loro coinvolgimento nelle stesse colonie, ma come animatori o aiuti. Oggi mi portano a conoscere i propri figli…

Così sono entrata a far parte della comunità stabiese, diventando un punto di riferimento per i giovani e le loro famiglie.

Nel 2005 partecipo ad un gruppo di studio eterogeneo che si pone al lavoro sulla “problematica giovanile”. Grazie all’aiuto di una società esterna, si concretizza una ricerca/intervento che nel 2007 restituisce un progetto con due nuove figure professionali: l’operatrice di strada e la consulente giovani (e adulti con compiti educativi). E’ il primo progetto in Ticino che istituisce la figura dell’operatore di prossimità, che ricopro fino al 2015, anno in cui il progetto viene convogliato insieme ad altri, nel Servizio degli Operatori di Prossimità Regionale e ancora, nel 2019, entra a far parte della Fondazione il Gabbiano, come nuovo progetto di prevenzione dedicato ai giovani.

Quindi un altro cerchio della mia vita sembra compiersi: ho iniziato presso la Fondazione e (spero) chiuderò la mia carriera lavorativa all’interno di essa… nel frattempo continuo a fare un lavoro che mi entusiasma e nel quale posso convogliare quasi tutti i percorsi della mia vita scolastica, professionale, personale.

Sostienici, effettua una donazione

Menu