Chi Siamo

1991

Fondazione il Gabbiano 1991

La Fondazione il Gabbiano è stata fondata nel 1991 ed ha avuto modo di collaborare con vari partners su tutto il territorio ticinese.

Essa intende offrire una serie di servizi utili per la protezione dei minorenni, per giovani adulti in difficoltà al fine di mettere in atto un processo attraverso il quale la persona possa raggiungere.

Tra le altre cose

  • la consapevolezza della propria condizione e dei problemi che ne sono all’origine;
  • la riscoperta delle capacità e delle potenzialità personali e della fiducia in se stessi;
  • la sperimentazione di un senso di umana ricchezza attraverso il rapporto e la comunicazione con le altre persone.
2010

Midada 2010

Midada è un progetto della Fondazione il Gabbiano e grazie al sostegno dei comuni del CISL (Locarnese), del Cantone Ticino, della Fondazione Schüller di Muralto, della Fondazione Tamagni e del Rotary club di Locarno, Midada ha potuto spiccare il volo nel corso del 2010.

Esso vuole essere una risposta concreta nella presa a carico di giovani adulti (18-25 anni) di cui la capacità lavorativa è limitata o ostacolata da ragioni personali ed emotive, ma che manifestano un reale motivazione per un reinserimento socio-professionale.

2013

Macondo 2013

Macondo è un progetto della Fondazione il Gabbiano nato nel gennaio del 2013 grazie all’esperienza del progetto Midada quale nuova risposta di reinserimento socioprofessionale nella zona del locarnese, Macondo si inserisce nella stessa dimensione d’intervento di prossimità territoriale destinata alla zona del Mendrisiotto.

In buona sostanza rappresenta un’importante esempio di solidarietà sociale, d’interazione e unione di forze fra i servizi sociali di Chiasso, i Comuni della regione del Mendrisiotto, il Cantone, la Confederazione e associazioni private, volto a contrastare le diverse forme di disagio e di disoccupazione giovanile.

2015

Muoviti 2015

Muovi-ti è un progetto di sostenibilità sociale e ambientale realizzato grazie al partenariato tra la nostra Fondazione e la città di Locarno. Esso è un concetto di bikesharing che si occuperà della gestione di un parco di 100 biciclette situate in tutta la città.

La gestione e la manutenzione delle biciclette sarà garantita da due professionisti che saranno affiancati da alcuni giovani partecipanti. Questo è a tutti gli effetti un percorso di reinserimento socioprofessionale che intende offrire una risposta supplementare nel locarnese.

2016

Ithaka 2016

Ithaka accoglie minori allontanati dalla famiglia d’origine e propone un intervento che si basa sulla “significazione” della vita quotidiana. Al minore viene offerta l’opportunità di vivere in un ambiente che lo tutela, garantisce il soddisfacimento dei suoi bisogni primari e gli consente di stabilire delle relazioni significative con gli adulti e i pari presenti, attraverso la valorizzazione dei gesti e dei tempi della vita quotidiana.

La nostra fondazione

La Fondazione “Il Gabbiano” è ente privato apartitico e aconfessionale, che offre servizi utili per giovani in difficoltà nell’ottica di un accurato reinserimento socioprofessionale.

Opera nel pieno rispetto dei valori umani, morali e religiosi individuali, favorendo la piena realizzazione della personalità della persona accolta in tutte le sue componenti fisiche, psicologiche, spirituali e sociali.

La Fondazione mira al recupero delle persone di cui si occupa favorendo la progettualità individuale, attraverso la promozione di nuove abitudini di vita più facilmente integrabili nella società in cui fa parte.

Essa lavora in un’ottica pluridisciplinare alfine di offrire interventi che tengano conto dei diversi bisogni espressi, nel rispetto della libera scelta dell’individuo dei suoi valori umani.

Progetto Midada

Midada è un progetto della Fondazione il Gabbiano e grazie al sostegno dei comuni del CISL (Locarnese), del Cantone Ticino, della Fondazione Schüller di Muralto, della Fondazione Tamagni e del Rotary club di Locarno, Midada ha potuto spiccare il volo nel corso del 2010.

Esso vuole essere una risposta concreta nella presa a carico di giovani adulti (18-25 anni) di cui la capacità lavorativa è limitata o ostacolata da ragioni personali ed emotive, ma che manifestano un reale motivazione per un reinserimento socio-professionale.

Scopri di più sul progetto Midada
Scopri di più sul progetto Midada

Midada è un progetto della Fondazione il Gabbiano e grazie al sostegno dei comuni del CISL (Locarnese), del Cantone Ticino, della Fondazione Schüller di Muralto, della Fondazione Tamagni e del Rotary club di Locarno, Midada ha potuto spiccare il volo nel corso del 2010.

Esso vuole essere una risposta concreta nella presa a carico di giovani adulti (18-25 anni) di cui la capacità lavorativa è limitata o ostacolata da ragioni personali ed emotive, ma che manifestano un reale motivazione per un reinserimento socio-professionale.

Esso è destinato a giovani che faticano a (ri)entrare nel mercato del lavoro primario (casi d’assistenza o disoccupati) a causa di fragilità temporanee.

Lo scopo è proprio quello di (ri)creare una stabilità necessaria ad un loro successivo reinserimento professionale, stabile e prolungato nel tempo, nel mercato del lavoro.

Midada va visto come un intervento preventivo al fine di impedire appunto la “caduta” definitiva della persona in una situazione di assistenzialismo o d’invalidità irreversibile e permanente.

In questo senso, Midada interviene dunque con giovani che presentano un’abilità lavorativa completa e/o parziale e che sono considerati reinseribili sul mercato del lavoro. L’obiettivo, attraverso delle azioni mirate e specifiche, è quello di permettere al giovane di veder aumentare la sua capacità lavorativa in un lasso di tempo relativamente breve.

Il processo di presa a carico di queste persone, è suddiviso in differenti fasi d’intervento.

È soprattutto nella “prima fase” e nei primi mesi che il giovane segue gli ateliers e le attività proposte da Midada.

Nel momento in cui si è stabilizzato maggiormente a livello psichico ed emotivo, questo inizia degli stages in esterno, oltre che delle attività nel tempo libero, con lo scopo di passare successivamente ad un reinserimento socioprofessionale stabile nel tempo.

Ogni fase di presa a carico ha lo scopo di far (ri)emergere in modo graduale le competenze specifiche necessarie ad un reinserimento socio-professionale stabile nel tempo:

Primo mese di osservazione: valutazione delle competenze personali, sociali, scolastiche e professionali della persona;

  • Da 1 a 3 mesi: (ri)creare e mantenere un senso di responsabilità e la regolarità di presenza sul posto di lavoro, attraverso una presenza quotidiana e regolare negli ateliers di lavoro proposti;
  • Da 3 a 6 mesi: (ri)creare e mantenere dei ritmi di lavoro e di produzione simili a quelli del mercato del lavoro ordinario e stimolare/motivare la persona verso una scelta lavorativa/formativa idonea, realizzabile, appagante e stabile;
  • Da 6 a 12 mesi: portare la persona verso l’esterno con degli stages professionali mirati alla valutazione delle sue reali competenze ed all’acquisizione di nuove risorse necessarie ad un suo pieno e stabile inserimento lavorativo;
  • Una fase aggiuntiva di 3-4 mesi può essere valutata con l’ente collocante: sostenere e accompagnare la persona nella ricerca e concretizzazione di un impiego stabile e duraturo nel tempo che permetta alla persona di raggiungere e soprattutto mantenere una piena autonomia lavorativa e sociale;
  • Dopo: gli operatori restano a disposizione del giovane che ha terminato il percorso per dei momenti di scambio e confronto reciproco, in un’ottica di vita autonoma.

Midada dispone di ateliers di lavoro e di spazi abitativi situate nel Comune di Muralto e può avvalersi anche del sostegno e della collaborazione dei Comuni del Locarnese.

Progetto Macondo

Macondo è un progetto della Fondazione il Gabbiano nato nel gennaio del 2013 grazie all’esperienza del progetto Midada quale nuova risposta di reinserimento socioprofessionale nella zona del locarnese, Macondo si inserisce nella stessa dimensione d’intervento di prossimità territoriale destinata alla zona del Mendrisiotto.

Scopri di più sul progetto Macondo
Scopri di più sul progetto Macondo

In buona sostanza rappresenta un importante esempio di solidarietà sociale, d’interazione e unione di forze fra i servizi sociali di Chiasso, i Comuni della regione del Mendrisiotto, il Cantone, la Confederazione e associazioni private, volto a contrastare le diverse forme di disagio e di disoccupazione giovanile. In un momento delicato che attraversa la nostra società, Macondo intende offrire qualcosa di nuovo, che passa attraverso un accompagnamento diversificato ed individuale.

Macondo si rivolge a giovani adulti (18-25 anni) che presentano una capacità lavorativa limitata o ostacolata da ragioni personali ed emotive diverse, ma che manifestano delle buone competenze ed una reale motivazione al cambiamento per un reinserimento socio-professionale duraturo.

Esso è destinato a giovani a carico dell’assistenza ed ev. della disoccupazione che senza un aiuto specifico e modulato non riescono a (ri)entrare nel mercato del lavoro primario. Attraverso azioni mirate e concrete, l’obiettivo è quello di permettere al giovane di veder aumentare la sua capacità lavorativa in un lasso di tempo relativamente breve.

Macondo vuole dunque essere una risposta efficace e concreta a questa situazione.Attraverso l’elaborazione di un progetto mirato al reinserimento sociale e professionale di giovani adulti, tra i 18 ed i 25 anni, esso offre soluzioni concrete a problemi reali (elaborazione di progetti socio-professionali, ricerca di lavoro, ripresa della formazione scolastica, soluzioni abitative, gestione amministrativa, occupazione del tempo libero, ecc.) e si basa su un accompagnamento individualizzato che miri ad un benessere generalizzato e prolungato nel tempo.

Si tratta quindi di un progetto di accompagnamento individualizzato, che mira al miglior reinserimento sociale e lavorativo possibile della persona ed allo stesso tempo diventa un piano di prevenzione a diversi livelli per persone fortemente a “rischio”.

Questo servizio non si rivolge dunque a giovani gravemente disturbati, portatori di handicap mentale o con problemi legati al consumo pesante di sostanze stupefacenti (droghe, alcool e medicamenti) che vanno collocati altrove.Esso si indirizza a giovani normodotati che per diversi fattori si ritrovano al margine della società e per i quali è presumibile e ipotizzabile un reinserimento sociale e professionale.
Casistica
Macondo si riferisce a giovani adulti, con un’età compresa tra i 18 ed i 25 anni che presentano delle difficoltà in relazione alla realtà in cui vivono e che per questo motivo non riesco ad attuare o mantenere una piena autonomia a livello sociale, abitativo e lavorativo.

Spesso sono giovani in conflitto con il mondo del lavoro, con la scuola, ed in modo particolare con il proprio nucleo familiare di appartenenza.

Sono persone che per diverse ragioni non possono rientrare al proprio domicilio, ma allo stesso tempo possiedono le risorse necessarie per evitare un collocamento presso istituti o cliniche.
Filosofia d’intervento
A partire dai bisogni espressi della persona, viene fatta una prima valutazione della situazione, evidenziando risorse e limiti del giovani, e si cerca di individualizzare le aree sulle quali è necessario centrare l’intervento.

Si fissano dunque degli obiettivi specifici da raggiungere tramite strategie d’apprendimento che terranno in considerazione gli ambiti del sapere, saper fare e saper essere.

Sapere:
questo ambito coinvolge tutte le conoscenze che la persona necessita nella situazione, che possono essere colmate attraverso l’insegnamento (cioè la spiegazione dei fatti e degli eventi) e che possono portare alla modifica dei comportamenti che fanno parte dello stile di vita. L’insegnamento può essere rivolto al singolo o al gruppo (che può consentire scambi di idee, di vissuti e di esperienze).

Saper essere:
comprende i modi di pensare e gli atteggiamenti della persona. Anziché un vero e proprio insegnamento, è più utile un accompagnamento della persona nel suo cammino dando particolare attenzione a ciò che la persona esprime tramite domande o affermazioni; proprio perché queste possono manifestare stati d’animo, emozioni e pensieri, punto di partenza per un insegnamento in questo ambito.

Saper fare:
comprende le abilità pratiche. Questo insegnamento si avvale essenzialmente della dimostrazione. È utile che l’utente, in un primo momento osservi la dimostrazione ed in un secondo tempo provi ad eseguire la procedura, guidato e corretto a seconda della necessità.

A distanza di breve tempo sarebbe auspicabile la dimostrazione di ritorno: l’utente ricompie l’operazione sotto la supervisione dell’operatore che può verificare l’insegnamento/apprendimento.

Questo cammino avviene all’interno di un gruppo che funge da “palestra sociale” dove allenare gli aspetti di convivenza, di confronto con le differenze, con il fine di permettere all’individuo in un secondo tempo di reintegrarsi nel contesto allargato della società con maggior facilità.

Macondo mette dunque l’accento sull’individuo come essere unico, al centro della propria vita, che necessita di un programma individualizzato che tiene conto delle sue sfere private e delle sue necessità. Attraverso l’accoglienza si vuole permettere alla persona l’espressione del proprio mondo interno tramite la scoperta dello strumento maggiormente consono a se stesso.

Col fine di stabilire e seguire una linea comune, gli operatori che lavorano e collaborano a Macondo adottano il modello di équipe multidisciplinare.

Le attività che proponiamo:

Piattaforma lavorativa
Atelier universale
L’atelier universale comprende varie discipline che spaziano dalla meccanica al fai da te, ad attività semplici di falegnameria ed altri ancora legati all’area dell’edilizia. Include l’ utilizzo di macchinari ed attrezzi in sicurezza. Aspetti didattici di conoscenza dell’ambiente, sviluppo di manualità, creatività, progettazione e precisione.

Atelier verde
L’atelier verde promuove diverse attività legate al giardinaggio.Presso il Centro Agrario di Mezzana i partecipanti, attraverso la sperimentazione di diverse mansioni regolari da svolgere all’interno dei vari spazi, hanno la possibilità di avvicinarsi a temi quali per esempio il ciclo di vita dei prodotti ortofrutticoli (semina, raccolto e vendita).

In termini più specifici legati soprattutto all’argomento della globalizzazione, il tentativo è di sensibilizzare i partecipanti alla valorizzazione dei prodotti locali e di stagione. L’atelier verde comprende anche la manutenzione e la creazione di piccoli progetti su mandato, sviluppo di una conoscenza verso l’ambiente e rispetto per la natura, perseveranza, attitudine lavorativa e di una certa padronanza degli attrezzi e macchinari.

Atelier cucina:
Economia domestica famigliare. Aspetti didattici di economia domestica e di un concetto di cura di sé ed igiene alimentare. Sviluppo di creatività, senso pratico, efficacia e indipendenza lavorativa.

  • creazione dei menu settimanali
  • rispetto dei criteri di economia nell’acquisto prodotti (spesa) e nell’elaborazione degli alimenti (sprechi)
  • preparazione dei pasti
  • apparecchiamento e sparecchiamento della tavola
  • lavaggio e asciugatura stoviglie
  • pulizia e rigoverno dei locali cucina
  • conoscenza e rispetto dei principi dello smaltimento dei rifiuti (raccolta differenziata)

Atelier creativo:
L’atelier creativo permette al partecipante di sperimentare attraverso le varie attività la propria creatività e le proprie abilità manuali. L’atelier si concentra sull’utilizzo di materiale di recupero con lo scopo di trasformare in maniera differente oggetti o materiali considerati normalmente dei rifiuti.

In termini realistici la trasformazione dei vari materiali ed oggetti si conclude con la vendita o l’esposizione in spazi interni o esterni su richiesta.

Spazio vendita
L’attenzione sulla qualità del lavoro svolto nei diversi ateliers con una gestione amministrativa reale sono fondamentali per il buon funzionamento dello spazio vendita. Lo spazio vendita permette al partecipante lo sviluppo di un’attitudine ed un confronto adeguato con la clientela. Permette inoltre in termini di visibilità di promuovere i prodotti creati attraverso i vari atelier e in termini educativi un giusto riconoscimento e una valorizzazione del singolo partecipante.

Piattaforma educativa
Sport
Attività fisica svolta all’esterno della struttura, coordinata da un gruppo di maestri sportivi qualificati. Tali proposte hanno come scopo quello di promuovere nei partecipanti un ascolto maggiore del proprio corpo ed un senso di appartenenza al gruppo, oltre che di stimolare la nascita di un interesse verso una particolare disciplina e di allargare la propria rete di relazioni all’esterno della struttura.

Uscite culturali
Attività svolte all’esterno della struttura e coordinate dal team educativo che mirano ad una maggiore conoscenza del territorio ticinese e della vicina penisola al fine di aumentare il bagaglio storico culturale di ogni singolo partecipante e vengono proposte al gruppo dei partecipanti al fine di favorire un senso di appartenenza e la messa in atto di dinamiche relazionali differenziate.

Queste proposte avvengono in collaborazione con i vari servizi operative nei comuni limitrofi e prendono in considerazione il calendario di attività annuale. Relazionarsi con bambini, sviluppo di un proprio sé adulto, fungere da esempio educativo.

Campi di attività estiva e invernale
Uscite a carattere educativo, culturale e sociale organizzate dal team educativo che possono svolgersi nell’arco di una giornata o con possibilità di pernottamento notturno in diverse località (città, mare, montagna, ecc.) a seconda degli interessi e delle richieste del gruppo di partecipanti.

Attività volte ad un benessere psicofisico che facilitano l’osservazione di abitudini personali nei riguardi dei partecipanti messe in atto al di fuori di un contesto lavorativo e che hanno l’intento di veder aumentare in ognuno il controllo e l’autoregolazione nei confronti di atteggiamenti a rischio (disordine alimentare, alcool, droghe, ecc) .

Cultura generale
L’attività è pensata per sostenere riprendere e mantenere principalmente una conoscenza legata a materie quali matematica, italiano. L’idea attraverso una forma meno accademica, è quella di finalizzare questi incontri in previsione di un percorso formativo professionale dei partecipanti (apprendistato etc…).

Piattaforma terapeutica
Arteterapia
L’arteterapia è uno strumento importante per entrare in contatto con le proprie emozioni riconoscerle, nominarle e dar loro forma. Lavora e agisce al di la delle proprie convinzioni e spiegazioni razionali. Tutto ciò attraverso un linguaggio non verbale e mediato dall’espressione creativa.

Progetto Muovi-Ti

Muovi-ti è un progetto di sostenibilità sociale e ambientale realizzato grazie al partenariato tra la nostra Fondazione e la città di Locarno. Esso è un concetto di bikesharing che si occuperà della gestione di un parco di 100 biciclette situate in tutta la città.

La gestione e la manutenzione delle biciclette sarà garantita da due professionisti che saranno affiancati da alcuni giovani partecipanti. Questo è a tutti gli effetti un percorso di reinserimento socioprofessionale che intende offrire una risposta supplementare nel locarnese.

Scopri di più sul progetto Muovi-Ti
Scopri di più sul progetto Muovi-Ti

Muovi-ti è un progetto di sostenibilità sociale e ambientale realizzato grazie al partenariato tra la nostra Fondazione e la città di Locarno. Esso è un concetto di bikesharing che si occuperà della gestione di un parco di 100 biciclette situate in tutta la città.

La gestione e la manutenzione delle biciclette sarà garantita da due professionisti che saranno affiancati da alcuni giovani partecipanti. Questo è a tutti gli effetti un percorso di reinserimento socio-professionale che intende offrire una risposta supplementare nel locarnese.

Per la concretizzazione di questo progetto la Fondazione Il Gabbiano ha potuto beneficiare dell’aiuto concreto della Fondazione Schüller di Muralto che ha messo a disposizione a prezzo di favore l’atelier di lavoro a Muralto e della Fondazione Rotary giovani di Locarno che ha finanziato una parte delle spese necessarie alla creazione del progetto.

Le attività proposte dall’officina meccanica sono destinate ad adulti che presentano buone competenze professionali ed una reale motivazione al cambiamento ma che necessitano di un accompagnamento socioprofessionale mirato. Esse sono destinate a beneficiare dell’assistenza che richiedono un periodo di pratica lavorativa volto al ripristino di competenze personali e professionali necessarie ad un inserimento nel mercato del lavoro primario.

L’obiettivo di Muovi-Ti è infatti quello di permettere ai partecipanti di veder aumentare la loro capacità lavorativa in un lasso di tempo relativamente breve. Il percorso completo può durare 12 mesi e di seguito può esserci una fase aggiuntiva di accompagnamento in esterno che permette alla persona di raggiungere e soprattutto mantenere una piena autonomia lavorativa e sociale.

Attraverso uno sguardo mirato e costante sulle attitudini lavorative e conoscenze pratiche si vuole permettere alla persona di (ri) scoprire varie competenze che favoriscono una piena e soddisfacente autonomia personale e professionale.

L’obiettivo finale quindi è quello di garantire un inserimento sociale e lavorativo duraturo, evitando la ricaduta cronica nel sistema di assistenzialismo.

Progetto Ithaka

Ithaka accoglie minori allontanati dalla famiglia d’origine e propone un intervento che si basa sulla “significazione” della vita quotidiana.

Al minore viene offerta l’opportunità di vivere in un ambiente che lo tutela, garantisce il soddisfacimento dei suoi bisogni primari e gli consente di stabilire delle relazioni significative con gli adulti e i pari presenti, attraverso la valorizzazione dei gesti e dei tempi della vita quotidiana.

Scopri di più sul progetto Ithaka
Scopri di più sul progetto Ithaka

Il CEM Ithaka è un centro educativo residenziale per minori gestito dalla Fondazione il Gabbiano che è attiva sul territorio ticinese dal 1991. Esso è aperto 365 giorni, 24 ore su 24, che accoglie un numero massimo di 10 giovani minorenni a pieno regime (8 nella fase di avvio nella sede temporanea di Bellinzona nel 2016) maschi e femmine, dai 15 ai 18 anni.

In casi eccezionali l’inizio del collocamento può avvenire a partire dai 14 anni, solo in caso di proscioglimento dell’obbligo scolastico.

La presa a carico dei giovani può durare fino ai 20 anni di età.

La struttura di Bellinzona è nata per aiutare i ragazzi e ragazze accolti nel CEM a ritornare nella propria famiglia di origine, accompagnarli verso un nuovo progetto di reinserimento formativo e guidarli nella scoperta di una scelta lavorativa.

Garantire al minore l’opportunità di vivere in un clima di tutela che mira al soddisfacimento dei suoi bisogni primari e gli consente di stabilire delle relazioni significative con gli adulti e i pari presenti, attraverso la valorizzazione dei gesti e dei tempi della vita quotidiana.

Il CEM ricerca, nella sua presa a carico, il miglioramento globale della qualità di vita del minore nel vivere sociale quotidiano attraverso un’equilibrata integrazione della sua personalità.

I concetti fondamentali che definiscono l’integrazione e trasmettono gli scopi etici perseguiti dalla fondazione sono:

  • accettazione dei limiti e delle differenze
  • condivisione dei valori morali
  • rispetto di sé e degli altri
  • integrazione

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